tumbl-rub

“sono io sono io che ti spintono sul metrò

sono lo zingaro che volantina

sono il tuo incubo alla mattina

sono io che ti ricordi

sono io dopo una notte in bianco

sono un autista stanco

sono il compagno di banco svogliato che incolpa te

non sono io ma è questa città premeditata

la gente che ti evita prima ancora che tu l’abbia incontrata

e non ti lascia scampo

sono un pianista in bianco

si formano le nuvole e poi magari piove

magari qui piovesse qui da me c’è sempre il sole

e intanto tu, tu non mi scrivi più

io non ti ho scritto mai e allora che ne sai

sono malato sono malvagio e invece tu sei solo stupida, sei troppo stupida”

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“Memorie dal sottoscala” I demoni


intooishun:

Mix Tapes - Bungo Design


A volte mi vengono in mente idee che non condivido.
Francesco Tullio Altan  (via buiosole)

fuckyeahtattoos:

Doily tattoo by Andy Johnson at Long Street Collective Tattoo & Gallery, Columbus, Ohio. 

corwood:

Pixel stone

corwood:

Pixel stone



“Quelle notti appartenevano unicamente a lei e costituivano il periodo più importante di tutta l’estate. Camminava nel buio, sola come se fosse l’unica abitante della città, e in quell’oscurità le sembrava che quella strada fosse di sua proprietà privata. Altri bambini avrebbero avuto paura di aggirarsi in quelle tenebre, ma lei non temeva nulla. Le bambine avevano il terrore di incontrare un uomo che, sbucato fuori da chissà dove, avrebbe fatto loro ciò che si fa con le mogli: Mick considerava stupide quasi tutte le bambine. Se un individuo come Joe Louis o Mountain Man Dean l’avesse assalita, lei sarebbe scappata, ma se avesse incontrato qualcuno della sua corporatura gli avrebbe allungato un bel calcio e poi via, per la sua strada! Le notti erano semplicemente meravigliose, e lei non voleva neanche ammettere di poter essere spaventata. Appena si trovava al buio si rifugiava nella musica e, percorrendo le strade solitarie, cantava ad alta voce con l’illusione che tutta la città la stesse ad ascoltare senza sapere che era le, Mick Kelly, a cantare. Durante quelle libere notti estive imparò moltissime cose. Ogni casa nel quartiere ricco della città possedeva una radio e, attraverso le persiane spalancate, la musica le giungeva limpida e sonora; in breve imparò moltissime cose a conoscere le famiglie che ascoltavano i programmi di suo gusto. Una di queste, per esempio, prediligeva la musica classica e allora Mick sgattaiolava nel giardino oscuro e rimaneva in ascolto, nascosta da un cespuglio sotto la finestra. Finito l’ascolto sostava a lungo nel suo angolino segreto con le mani in tasca e pensava. Quella era la parte più preziosa di tutta l’estate: ascoltare la musica alla radio e studiarla.”

Il cuore è un cacciatore solitario

Carson McCullers



thejogging:

Burrito Arm (soft flour tortilla, no filling), 2013
male weakness mitigated through social media (regram)
8==D-[]

thejogging:

Burrito Arm (soft flour tortilla, no filling), 2013

male weakness mitigated through social media (regram)

8==D-[]


escapekit:

The Scribble Board

UK-based street artist Mobstr decided to give members of the public the chance to become street vandals themselves. 


The limits of my language means the limits of my world.
Ludwig Wittgenstein (via likeafieldmouse)

designlovesfunction:

Just Add Water: Concrete Buildings Built With Air + H2O

http://dornob.com/just-add-water-concrete-buildings-built-with-air-h2o/#ixzz2VyZjOC3a

“Although the obvious application for a rapidly-deployable, super-tough structure like this would be for military operations, there are hundreds of other cases in which a Concrete Canvas building could be incredibly useful. Disaster relief operations could quickly create temporary homes for displaced families after a disaster with little more than delivery equipment, a fan and a water hose.”



quinta-colonna:

Street Artist Sliks


cjwho:

Massive Stack of Books is Sculpted into an Abandoned City by Liu-Wei

Through his work, Liu Wei translates the chaos of his native city, a city that is in a permanent state of development and which keeps reinventing itself to fill the exponential needs of its hyper-productivity. Made out of schoolbooks, his at times sprawling installations waver between utopia and dystopia. They depict cities in a state of metamorphosis, home to a range of iconic buildings, from the Pentagon to Saint Peter’s Basilica, among others. Liu Wei refuses the ruling principle of an identifiable style and conventional aesthetic criteria.
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